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Il convegno Coldiretti e il “Premio Libero Iannella” hanno aperto ieri la 44esima edizione di VinEstate

Vitivinicoltura, la Coldiretti lancia la ‘ricetta condivisione’, Masiello: “Servono nuovi cervelli non nuovi trattori”

Giovanni Fuccio: “Nicola Russo fu il primo e più grande sostenitore di questa manifestazione”

Torrecuso 01/09/2018 - Il convegno promosso da Coldiretti e la cerimonia di consegna del premio “Libero Iannella” alla memoria del giornalista Nicola Russo hanno aperto ieri sera, nella splendida cornice di palazzo Caracciolo Cito, la 44esima edizione di VinEstate, la tradizionale kermesse che celebra l’Aglianico del Taburno e che continuerà ad animare i vicoli e le piazze di Torrecuso fino a domani sera.

Vitivinicoltura del Sanno: prospettive attraverso percorsi condivisi”, questo il tema di riflessione lanciato dall’associazione di categoria in apertura della manifestazione dedicata ai vini del Taburno. A moderare il giornalista Sandro Tacinelli.

Dopo i saluti del primo cittadino di Torrecuso Erasmo Cutillo e di Francesco Rillo del Comitato VinEstate, il convegno è stato aperto dall’intervento di Patrizia Iannella, agronomo e titolare dell’azienda agricola “Torre a Oriente”. Iannella ha sottolineato l’importanza della creazione di processi di condivisione per lo sviluppo delle aziende agricole sannite. E per farlo si è servita di un progetto di condivisione che lei stessa ha portato avanti con la sua azienda nel settore dell’olivicoltura, progetto che ha visto aziende del Sannio condividere conoscenze e strumenti riuscendo ad ottenere grossi progressi in poco tempo.

Al suo intervento ha poi fatto seguito quello di Libero Rillo, presidente di Sannio Consorzio Tutela Vini. “Con le difficoltà che il settore vive in questo momento, avviare processi di condivisione all’interno di uno stesso comparto diventa fondamentale – ha spiegato Rillo – per riuscire a ridurre spese e aumentare l’attrattività sui mercati”.

A Rillo ha fatto eco l’approfondita riflessione di Domenico Bosco, responsabile nazionale del settore vitivinicolo di Coldiretti. “La strada da percorrere – ha spiegato Bosco – è quella della condivisione. Servono marchi forti dietro i quali possano crescere solide realtà locali. L’idea di un’unica denominazione tutelata per tutti i vini del Sannio non è certamente da scartare. C’è bisogno di investire in tecnologia, ricerca e comunicazione. Per essere competitivi oggi bisogna essere tecnologicamente avanti, intercettare i gusti sempre più complessi dei consumatori e fornire un’alta qualità che sia subito riconoscibile e ciò significa che bisogna investire molto anche in comunicazione. Tutto questo una piccola-media azienda da sola non sarà in grado di farlo. Ma insieme si può”.

A chiudere il convegno è stato il vicepresidente nazionale di Coldiretti, Gennarino Masiello. “In vent'anni – ha detto – abbiamo cambiato la percezione dell'agricoltura. Abbiamo puntato sull’enogastronomia e sulle eccellenze dell’agricoltura quando la politica nazionale e locale pensava invece a costruire aziende che di lì a poco sarebbero diventate cattedrali nel deserto che hanno lasciato sul territorio solo disoccupati e capannoni vuoti. E anche oggi dobbiamo continuare a batterci per ciò che serve al nostro comparto, nonostante la politica spesso continui a guardare in altre direzioni. Ho più volte provato a far capire che per le nostre aziende non servono nuovi trattori ma nuovi cervelli. Abbiamo bisogno di professionisti che ci aiutino a portare sul mercato i prodotti delle nostre aziende. E i finanziamenti che verranno dovranno essere tarati su questa esigenza”.

Dopo un breve intervento dell’ex parlamentare europeo ed ex presidente della Camera di Commercio, Roberto Costanzo, la parola è quindi passata a Giovanni Fuccio, presidente dell’Associazione Stampa Sannita e direttore di “Realtà Sannita”, che ha presieduto la cerimonia di consegna del premio “Libero Iannella” alla memoria del giornalista Nicola Russo.

Nicola – ha detto Fuccio – era un giornalista e comunicatore impareggiabile e aveva due grandi amori: il calcio e la sua Torrecuso. E’ stato tra i primi e più ferventi sostenitori di questa manifestazione. Anche quando VinEstate era agli inizi, lui si è battuto con tenacia per farla conoscere oltre i confini del Sannio”.

A ricordare Russo e il suo grande attaccamento alla famiglia e al territorio è stato poi Mario Coletta, docente della Federico II, nonché cugino del compianto giornalista sannita. E’ stato lui a ricordare le grandi qualità umane di Russo, “sempre pronto a tendere una mano ad amici e parenti”. Una caratteristica questa che è stata poi sottolineata anche dall’avvocato Mario Collarile che ha ricordato come Nicola, con grande semplicità e spontaneità, riuscisse sempre a trovare le parole giuste per rassicurare gli altri e dimostrare il suo affetto.

Quindi la consegna della targa nelle mani della moglie di Russo, la sua compagna di vita Immacolata Fiscarelli, colei che ora continuerà a far rivivere il ricordo di Nicola attraverso la storica testata “Sannio Sport”.

 

 

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